E’ il momento di parlare di giochi calcistici:Fifa e Pes 2011

March 20, 2011 at 1:34 pm (Giochi News)

FiFA:

FIFA 11: la recensioneCome ogni anno da un bel po’ a questa parte, la sfida per il trono di simulazione calcistica si rinnova ancora una volta tra le due principali serie del genere, quanto mai negli ultimi tempi vicine tra loro e divise quasi alla pari tra le schiere di appassionati (o forse dovremmo dire di veri e propri tifosi) dell’una e dell’altra.

Le edizioni 2011 di FIFAPES hanno anche avuto per la nostra gioia un piccolo anticipo nell’arrivo sul mercato rispetto alle abitudini passate, mettendo così la palla al centro dei nostri schermi già a partire da fine settembre. Dopo il sorpasso operato secondo molti da FIFA ai danni di PES l’anno scorso, la serie EA è chiamata al difficile compito di confermare quanto di buono visto finora, offrendo possibilmente quel qualcosa in più che è lecito aspettarsi da una nuova edizione.

PES:

Proporre ogni anno una simulazione calcistica è dura, c’è poco tempo per fare decisi cambiamenti e proporre qualcosa di realmente nuovo agli occhi degli utenti; se poi parti col piede sbagliato sono dolori, soprattutto quando la concorrenza non sta a guardare e anzi sembra aver imbeccato la strada del successo. Il passaggio all’attuale generazione di console per quanto riguarda Pro Evolution Soccer è stato abbastanza traumatico in tal senso, perché la serie ha virato verso una vena arcade e si è portata sul groppone difetti “storici” che col passare del tempo sono diventati sempre meno sopportabili.

Un PES (quasi) tutto nuovo

Non ha mai perso quella componente di divertimento soprattutto in multigiocatore offline, ma è chiaro che di questi tempi e alla luce di un’uscita annuale c’è bisogno di qualcosa di più, di una sterzata che possa riportare la serie ai massimi livelli di un tempo. PES 2011 sembra volersi dirigere proprio verso questa direzione, perlomeno tutte le novità presenti sono azzeccate e finalmente possiamo guardare con ottimismo anche al futuro. 

Questione di personalizzazione

Il testimonial di quest’anno non poteva che essere ancora la pulce Lionel Messi, protagonista del filmato introduttivo e sfondo per il menu principale, che come da tradizione dispone di una nuova veste grafica molto stilosa. 
I più curiosi possono scovare tutte le novità del gioco in un filmato corposo che parte saltuariamente quando si lascia il titolo sulla schermata iniziale, ad ogni modo le caratteristiche che saltano all’occhio sono rappresentate dalla conferma della Champion’s League e dall’introduzione di Coppa Santander Libertadores e Master League Online. Su quest’ultima ci torneremo più avanti, le prime due rappresentano sicuramente alcuni dei fattori che aumentano l’atmosfera e l’immedesimazione, in quanto in PES 2011 queste due competizioni sono riprodotte in tutto e per tutto a partire dai loghi, passando per musica di sottofondo (anche l’inno alla gioia nel caso della Libertadores), sponsor negli stadi e la grafica che illustra le formazioni in campo piuttosto che statistiche e risultato.

Un PES (quasi) tutto nuovo

Un lavoro certosino e davvero apprezzabile per chi segue il calcio dal vivo e in tv, e una buona “scusa” per aumentare la longevità dura e pura. A supporto abbiamo anche la Supercoppa Europea e l’Europa League, dotate allo stesso modo della propria sigla e grafica di contorno. Prima di avvicinarci al campo di gioco è bene notare quali sono le opzioni più interessanti che PES 2011mette a disposizione, al di là dell’installazione su disco fisso (facoltativa e ci impiega poco meno di 7 minuti) la possibilità di utilizzare le musiche dalla propria dashboard, la lingua della telecronaca e una sezione statistiche lunga ben sei pagine che esprime in maniera dettagliata tutto quanto fatto con le varie modalità di gioco. La sezione denominata contenuti extra è potenzialmente interessante e permette innanzitutto di scaricare le rose aggiornate (per dovere di cronaca nella nostra copia recensione gli ultimi trasferimenti non erano ancora presenti, tipo core ‘ngrato Quagliarella dal Napoli alla Juventus) e di accedere a una sorta di negozio interno mediante il quale si possono acquistare acconciature, palloni anche di forma irregolare (come un barile!), scarpini, giocatori e squadre classiche fino ad arrivare a musiche retro e livree particolari per gli stadi mediante l’utilizzo di GP che si accumulano vincendo partite e altro. Avete letto bene, quest’anno l’editor di PES 2011 è estremamente completo, a partire dalla creazione di giocatori ex novo o la personalizzazione di quelli già esistenti senza restrizioni, passando per il nome dei campionati e il loro logo.

Un PES (quasi) tutto nuovo

In quest’ultimo caso è possibile costruirlo da zero con un’apposita interfaccia oppure scattare una foto con la telecamera o ancora importare delle immagini da disco. L’editor degli stadi è ugualmente completo, è possibile crearne uno ex novo ma di forma fissa; la cosa interessante è la scelta del tipo di tribuna tra quelle a disposizione, la livrea di tetto, soffitto e recinzioni, il colore dei sedili, le panchine, il tipo di illuminazione e lo sfondo. Tutte le livree sono personalizzabili con immagini importate dal disco fisso mentre come detto ce ne sono anche di buffe e retro come quelle di Gradius e Castlevania, che si acquistano nel menu degli extra. Immaginate una partita con i vostri giocatori dotati di zucca in testa in uno stadio dai colori sgargianti e con lo sfondo di una navicella spaziale. 

Trofeo PS3PES 2011 mette a disposizione 28 trofei, dei quali 5 oro e 11 argento. Per ottenerli tutti bisogna ovviamente vincere Champions League e Coppa Libertadores a qualsiasi livello di difficoltà, mentre quelli più lunghi sono legati alla stagione perfetta in Master League piuttosto che ad ottenere il riconoscimento come migliore giocatore al mondo in Diventa un Mito. Quello più difficile online invece prevede il riuscire ad ottenere il 75% di vittorie nelle ultime 20 partite classificate.

Il pre-partita

State fremendo per sapere com’è il gioco, giusto? Ci stiamo arrivando! Una volta selezionata una partita di qualsiasi genere, in base alla modalità scelta, è come sempre possibile gestire tutti i parametri legati allo stadio, palloni e condizioni atmosferiche. La gestione della propria squadra ha subito pesanti modifiche nell’interfaccia e Konami ha fatto un lavoro eccellente per renderla più intuitiva e immediata, secondo il concetto del drag’n drop. Nella metà di schermo adibita alle proprie informazioni è infatti presente un campo da gioco in miniatura con all’interno dei pallini che rappresentano i titolari e sul lato invece la lista esplosa e completamente visibile dei giocatori in panchina e in tribuna. A questo punto ogni modifica della formazione, posizione o altro viene fatta con un cursore libero che permette appunto in maniera veloce e intuitiva di fare sostituzioni, un deciso passo avanti rispetto alla precedente edizione. Alla base del campo raffigurato è invece possibile imbastire le strategie da richiamare in campo, la gestione del possesso palla e così via; particolare menzione va fatta per la gestione delle finte tanto care ai giocatori più smaliziati. Il loro utilizzo è demandato allo stick analogico destro, la cosa interessante è che possono essere completamente personalizzate e collegate tra loro secondo le quattro direzioni cardinali, relative alla posizione del giocatore oppure fisse. Grazie a un editor apposito è possibile ad esempio associare alla direzione destra il doppio passo seguito da un dribbling secco a sinistra e poi l’elastico a destra, fino a un massimo di quattro finte per direzione. C’è anche la simulazione, ma tutte le volte che l’abbiamo provata in partita siamo stati inesorabilmente ammoniti.

 

Passaggi liberi

La coppia Pardo-Altafini, seppur divisa nella realtà per il passaggio del primo a Mediaset Premium, attende ancora una volta i calciatori sul campo di gioco e fa il suo onesto lavoro. Dal punto di vista tecnico sono migliorate le transizioni da un commento all’altro e il tutto appare credibile rispetto a quello che accade su schermo, seppure non mancano gli svarioni che a quanto pare dopo tanti anni sono impossibili da eliminare. Parlando del gameplay vero e proprio, Konami sembra aver inquadrato per gran parte i problemi che caratterizzavano i precedenti capitoli e prima di tutto il ritmo di gioco è vistosamente calato (a ogni modo è possibile ridurre o aumentare la velocità di due punti) e le differenze tra i vari giocatori sono sì marcate nei fondamentali quali dribbling e reattività, ma sono meno irrealistiche o tendenti all’arcade.

Un PES (quasi) tutto nuovo

Per fare un esempio Messi può avere la meglio solo se lanciato in velocità con spazio sufficiente e in controtempo rispetto al difensore, perché ora non è più possibile fare sgroppate di decine di metri sfruttando unicamente la velocità, ma si viene raggiunti abbastanza velocemente dagli avversari. A supportare questo nuovo tipo di gameplay c’è anche un’ottima fisicità nei contrasti di gioco, chiaramente avvertibili e legati alla stazza di ogni giocatore. Gli scontri senza palla vengono adesso puniti maggiormente e finalmente anche l’ostruzione non passa inosservata da parte dell’arbitro così come la pressione di X e quadrato per chiamare il pressing, che se ossessiva o comunque fuori tempo porta unicamente al fischio del fallo. Un’altra novità piuttosto importante è rappresentata dai passaggi a 360 gradi: adesso è infatti finalmente possibile effettuare il passaggio nella direzione voluta, dovendo dosare anche la potenza a seconda della distanza. Un passo in avanti che permette di aumentare la varietà del gioco prodotto e sperimentare soluzioni prima inaccessibili per la serie, che anche per questo era stata additata di avere uno stampo troppo arcade nei suoi fondamentali. Konami ad ogni modo ha optato per non dare la scelta al giocatore sul grado di libertà dei passaggi, instradandolo invece dove ritiene migliore raggiungendo un compromesso tra automatismo e completa manualità e sopperendo alla precisione non perfetta dell’analogico in relazione alla visuale: basta quindi inquadrare bene la zona dove si vuole indirizzare la palla, e se c’è un compagno il passaggio stesso sarà piuttosto preciso.

Il momento del goal

Dulcis in fundo il sistema di animazioni è stato completamente riscritto e adesso ne abbiamo alcune davvero bellissime da vedere e più amalgamate tra loro rispetto al passato, anche se non siamo ancora a livello della concorrenza. Ad ogni modo basta scrutare un qualsiasi replay per apprezzarne la qualità e la varietà che non è fine a sè stessa perché a beneficiarne è anche la reattività dei calciatori in campo e i “tempi di attesa” durante i contrasti o altre situazioni che richiedono un minimo di automatismo. A tal proposito rimangono alcune situazioni di panico quali bagarre sulla linea o deviazione sottomisura: in questo caso il difensore la maggior parte delle volte spazzerà la palla magari in calcio d’angolo, automatismo “imposto” ma che ci sembra accettabile nell’ottica di voler simulare una partita di calcio e non una gara tra superuomini.

Un PES (quasi) tutto nuovo

Tutte queste modifiche e novità danno una sensazione decisamente di freschezza aPES 2011 e ne fanno virare le corde finalmente verso la simulazione, visto che bisogna imbastire l’azione in maniera manovrata più di prima considerato che l’intelligenza artificiale degli avversari copre il campo in maniera migliore. Per competere ad alti livelli bisogna inoltre utilizzare assolutamente strategie e tattiche varie per permettere alla squadra ad esempio di gestire meglio il contropiede oppure di allargarsi quando l’avversario è molto chiuso; per fare un paragone negli episodi precedenti l’esigenza di dover mettere mano alle direttive e altro l’avevamo sentita molto di meno. Quello che però riporta la serie sulla terra e in canoni che oramai hanno stufato sono quei binari infami che non permettono di avere completo controllo del calciatore. Anche se sono stati ridotti o eliminati in alcune situazioni, in altre rimangono e sono decisamente fastidiosi, come in occasione di tutte le linee di rimessa laterale, ma anche in presenza di palloni vaganti che devono essere rincorsi da entrambe le squadre. Un vero peccato perché il controllo totale sui giocatori avrebbe permesso di aumentare ancora la varietà e la vena simulativa del titolo, probabilmente sarebbe stata davvero la discriminante per una completa rivoluzione della saga per la quale dovremo invece attendere ancora. Saltando di palo in frasca un altro pesante difetto, questa volta concettuale, è il poco sforzo profuso da Konami per quanto riguarda le licenze di squadre e di riflesso dei calciatori. Vedere nel 2010 ad esempio la Serie A senza nome e logo ufficiale piuttosto che il campionato inglese decimato dalla mancanza di squadre con nomi e divise ufficiali è francamente inaccettabile.

Un PES (quasi) tutto nuovo

Qualche altro campionato europeo poi non avrebbe guastato, seppure grazie alla coppa Libertadores si sono aggiunte nuove squadre che comunque hanno meno appeal per i videogiocatori nostrani. Precisazione relativa al nostro campionato, il Palermo di Zamparini sembra abbia dato parecchi grattacapi sia a Konami che Electronic Arts, in quanto non dispone della divisa ufficiale in nessuna delle loro produzioni. Nota di merito invece sull’aspetto tecnico, dove Konami ancora una volta è riuscita a fare un lavoro egregio nella realizzazione di maglie e volti dei giocatori, che sono impressionanti per somiglianza con quelli più famosi e buoni anche per gli altri: vedere un Grava del Napoli perfettamente riprodotto è infatti piuttosto sorprendente. Il resto del comparto tecnico è buono come detto nei giocatori e nelle texture, la regia legata ai momenti salienti o ad altre cose come sostituzioni, falli e in generale tutto il contorno della partita è realizzata egregiamente e sicuramente contribuisce ad aumentare l’immedesimazione, quest’anno però Konami ha introdotto un effetto di blur che viene applicato ad esempio quando si rivede un tiro o nelle esultanze; sarebbe anche carino se non fosse così accentuato in alcuni casi, “pratica” che ci fa pensare a un utilizzo atto a mascherare qualche imperfezione nel frame rate.

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Darksiders-Recensione

March 20, 2011 at 1:24 pm (Giochi News)

Oscurato da quelli che dovrebbero essere i giochi più attesi dell’anno, si fa strada a gran voce un titolo per console di grande qualità: Darksiders.

Questo videogame è nel classico stile action in terza persona, sviluppato interamente dalla poco nota Vigil Games. Questa casa, nonostante questo sia il suo primo videogioco rilasciato, dimostra da subito un ottimo potenziale, difatti questo gioco è una vera e propria promessa tra i giochi d’azione in terza persona. Il gioco si troverà quindi a fronteggiare colossi come Dante’s Inferno e God of War III, in un anno ricco di sorprese.

Innovazione o Copiatura?

Il gioco presenta un argomento trattato in pochissimi giochi prima di lui: l’ Apocalisse. Il giocatore sarà difatti chiamato a controllare un personaggio dai poteri indicibili: Guerra. Trattandosi di uno dei quattro cavalieri i programmatori avrebbero dovuto conferirgli delle abilità innate ma, con una trama studiata alla perfezione, sono riusciti a rendere il gioco bilanciato ed intrigante in tutti i suoi aspetti. 

Non si può negare che il genere di azione in terza persona sia ormai diventato monotono,tutti i giochi hanno preso ispirazione da God of War oppure dalla ormai quasi decennale saga di Devil May Cry, ma questo capitolo è riuscito a ridare quel rinnovamento necessario al genere,eliminando il più possibile i cosiddetti “quick time event”,rendendoli veloci e scorrevoli. Anche attorno a questo gioco,così come sta accadendo con Dante’s Inferno e Bayonetta, si è alzata la critica da parte di molte persone che sostengono che Darksiders abbia copiato la struttura del gioco dall’ormai celeberrimo God of War. Tutt’altro dicono gli uomini di Vigil Games,che affermano di aver preso sì spunto da giochi come God of War, Devil May Cry e addirittura aver “copiato” il motore grafico di Prototype.

Guerra, un cavaliere, un complotto.

La storia ci catapulta in quella che, a prima vista, potremmo definire la solita minestra riscaldata, ma approfondendo quella che è la narrazione mitologica che ci sta dietro: dopo la guerra tra gli eserciti di InfernoParadiso essi vengono misteriosamente catapultati sul regno degli uomini. Assieme ad angeli e demoni,anche Guerra si ritrova sul nostro mondo. Il suo compito in questo videogame è quello di riportare l’armonia tra i tre mondi e scoprire chi ha complottato al fine di spezzare il settimo sigillo,condannando alla fine la Terra,prima del suo tempo. Il titolo siaprirà in un intreccio interessante e coinvolgente,che integrerà subito il giocatore nell’atmosfera intensa di cui il gioco è ricco.

Combattimenti?Roba passata…

Obbiettivamente parlando il gioco è strutturato in maniera completamente diversa dai capitoli sopracitati. Esso difatti si propone come un gioco pilotato da molti rompicapi e da battaglie estenuanti, caratterizzate da orde di nemici. Altra novità è data dalla possibilità di agire in un free roaming parziale, caratteristica praticamente assente nei capitoli di questo genere.
Il gameplay del gioco si mostra come una serie di combinazioni di azioni, nemici, combo, mosse speciali e armi pressocchè infinite. Darksiders mostrerà come sia possibile unire il fattore rompicapo a quello del combattimento. In questo capitolo vedremo che, stranamente, la parte deicombattimenti non rappresenta più del 40-50% del gioco ,ma sarà dominato dal fattore che avrà aperture parecchio ampie e non poco ostiche. Ciò che rende il gioco particolarmente appassionante è la presenza di nemici sempre diversi e Boss strepitosi, i quali avranno sempre un punto debole da saper trovare e sfruttare. A favore di Guerra intervengono vasto arsenale di armi (potenziabili,dalla Divoracaos,la spada che si nutre del caos della battaglia,sino ad una mitragliatrice)e il suo destriero: Rovina 

Ogni cosa ha il suo prezzo,in questo caso,le anime…

La moneta di scambio che si potrà usare nel videogioco è rappresentata dalle anime dei nemici uccisi in combattimento. Le anime sono solamente di tre tipi: moneta, salute e ira. Le primesaranno utilizzate attraverso il demone Vulgrim (che vedremo meglio più avanti) per comprare potenziamenti e armi nuove, le seconde ristabiliranno parzialmente la vita di Guerra e le ultime aumenteranno l’ira di guerra, che può essere usata come Mana per le magie. Le anime potranno anche essere trovate attraverso degli scrigni speciali, che saranno nascosti nello scenario e aumenteranno notevolmente il volume del “portafogli di guerra”. 

Come già preannunciato, Vulgrim è un personaggio chiave del gioco. Egli è un demone corrotto che scenderà a patti con l’Arso Consiglio, dando al protagonista informazioni e oggetti in cambio di un numero spropositato di anime. Oltre a vendere oggetti, mosse e armi al nostro “eroe”, Vulgrim sarà utile soprattutto per gli utenti pigri,che potranno usare quelli che sono gli spostamenti veloci,il cosiddetto “fast travelling”.

20 ore di distruzione e caos.

Il gioco presenta una storia lunga ed emozionante, arrivando a toccare quelle che sono le 20 ore di gameplay. I programmatori hanno scelto una perfetta accoppiata tra durata del gioco e storia, anche se ad essere sinceri alcune missioni potevano tranquillamente essere omesse. Alcuni passaggi si ritrovano ad essere francamente di troppo,anche se nell’insieme contribuiscono a quella che potrebbe essere la bellezza grafica del gioco. Caratteristica molto buona del gameplay è la varietà dello stesso,non ci troveremo mai,difatti,a risolvere due enigmi uguali o ad uccidere due boss uguali,inoltre il gioco presenta un innumerevole quantità di aree segrete da scoprire,nascoste all’interno dell’ambientazione principale. 

Ma laddove il gioco si presenta lungo, ecco sorgere uno dei pochi difetti del gioco: esso non presenta rigiocabilità. Se avete eseguito un certo enigma, non avrete più modo,se non reiniziando il gioco,di risolverlo nuovamente. Questa è una pecca che influisce non poco su quello che è un voto oggettivo,infatti ad innumerevoli giocatori piace “rivivere” quelle che sono state le parti salienti del gioco,senza però doverlo iniziare di nuovo.

Entrate nel dettaglio!

Da quanto dicono vari rumors, sembrerebbe che il grafico incaricato della cura dei dettagli abbia disegnato manualmente ogni singolo effetto di quello che è un masterpiece grafico. In questo capitolo ci troveremo di fronte ad una tra le maggiori cure dei dettagli (soprattutto a livello dei personaggi) mai visti nella storia videoludica. Infatti, i dettagli nelle creature, sia demoniche che angeliche, ci catapulteranno in quello che è un mondo quasi realistico e che ci regaleràun’infinità di emozioni. Gli effetti di attacchi e magie sono stati magistralmente gestiti, con un outcome semplicemente spettacolare. Il gioco non presenta,come detto da alcuni,problemi di screen tearing,al contrario,il gioco trova un’ottima sincronizzazione per quanto riguarda il movimento, lasciando l’immagine compatta e precisa anche negli ambienti più stressanti. 

Ciò che fa leggermente storcere il naso è la cura generale dei posti, dettagliata in tutto per tutto,ma forse anche troppo, rendendo il paesaggio spesso monotono e in alcuni punti addirittura piatto.

Per quanto riguarda la parte del sonoro,ci ritroviamo davanti ad un miracolo della tecnologia.L’audio del gioco non presenta sbavature di nessun tipo, i suoni sono puliti e realistici; le voci spesso profonde e curate sono state una delle scelte più azzeccate per questo capitolo. Lamusica presenta un ritmo frenetico per quanto riguarda le battaglie,creando un’atmosfera che ci proietterà in quella che è la vera essenza del gioco. Per quanto riguarda le musiche ambientali,anche quelle sono state curate alla perfezione,se non per qualche piccolo disaccordo area-sonoro,ma grazie a quello che scopriremo essere il ritmo serrato di un gameplay frenetico,non avremo la possibilità di accorgerci di queste piccole sbavature.

Assenza di online non significa poco divertimento

Il gioco purtroppo non presenta la funzione di partite online, concetto che avrebbe potuto essere rivisto da parte degli sviluppatori,sebbene questa mancanza non implichi per forza che il gioco sia poco divertente,sebbene faccia calare il valore generale di questo capitolo.

Valutazioni

Grafica: 9 – La grafica eccelle nel suo genere,con effetti particolarmente curati,forse anche troppo,rendendo l’atmosfera occasionalmente piatta e poco coinvolgente. 

Sonoro: 9,5 – Il sonoro rappresenta il punto di forza di questo gioco:musiche coinvolgenti ed effetti realistici,facendoci calare in un atmosfera di pieno coinvolgimento.

Gameplay: 8,5 – Il gameplay è vario e vasto,anche se obbiettivamente alcune cose potevano essere tralasciate,perchè è chiaro che fosse acqua per allungare la minestra.

Longevità: 9,5 – 20 ore di emozioni non-stop,accompagnate da un considerevole numero di filmati,oltre a decine di posti segreti da trovare.

Interazione: 8 – L’interazione Giocatore-Nemico si piazza sotto la media generale,certo,non ci saremmo mai aspettati una certa intelligenza da parte di decine di demoni che ci attaccano senza un’apparente ragione,ma ci aspettavamo sicuramente di più che dei nemici che si lanciano da soli nella lava se l’utente è dall’altra parte; migliorabile.

Online: /

Valutazione Finale: 8,9

Darksiders si preannuncia come un ottimo rivale a dispetto di quelli che sono i commenti generali che sono venuti a crearsi. Il gioco sarà chiamato a fronteggiare  Dante’s Inferno e God of War III, decisamente più quotati sulla base delle demo. Il capitolo trattato potrà uscire a testa alta agli inizi del 2010, grazie alle sue caratteristiche innovative e grazie alla sua cura dei dettagli. Non è certamente il gioco perfetto,ma è un ottimo spunto per quelli che dovrebbero essere tutti i giochi d’azione in terza persona: cura nei dettagli, grafica impressionante, battaglie frenetiche e ritmo serrato. Per quanto riguarda la grafica si ha un capolavoro di dettagli, con un impressionante lavoro ed una cura dei particolari forse esagerata. Il sonoro si radica tra i migliori mai sentiti, assieme ai particolari dei personaggi e alla grande qualità della storia, intrigante e soprattutto misteriosa.

conclusione:gioco più che buono !

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Red Dead Redemption

March 20, 2011 at 1:18 pm (Giochi News)

Stanche di gironzolare per le affollate strade di Liberty City? Avete già rubato ogni tipo di autovettura? Avete spacciato tutto quello che potevate spacciare? Siete diventati i re del criminedella città? Bene, perché Rockstar ha appena deciso di portare nuovo pane per i vostri denti!
Un altro GTA? No, meglio! Preparatevi a rubare cavalli, assaltare treni, duellare a suon di revolver e a tanta, tanta polvere! Una Morte Rossa Redenzione vi attende nel far west di Rockstar che è pronto a regalarvi tanto divertimento in stile spaghetti western!

WILD WILD WEST

John Marston, noto cowboy di una spietata gang criminale, viene tradito dai suoi compagni e lasciato a morire in una strada polverosa del deserto, ma mentre gli avvoltoi pregustavano già la sua carcassa, un carro con una donna bionda e un uomo soccorrono John portandolo alla fattoria dei McFarlne. Al suo risveglio il nostro cowboy scopre di essere stato salvato da Bonnie, figlia delproprietario della fattoria, che dopo averlo rimesso in sesto gli chiederà di svolgere qualche commissione come la ronda notturna nel ranch, occuparsi della mandria e infine gli insegnerà ad usare il lazzo per prendere i cavalli selvaggi. Durante i suoi lavori, John farà la conoscenza dello Sceriffo di Armadillo, un uomo rude e duro ma fedele alla legge e delle banda dei fratelli Bollard, spietati banditi che tormenterà continuamente il ranch di Bonnie arrivando addirittura a bruciare la stalla con tutti i cavalli che fortunatamente John farà scappare.
Le angherie dei Bollard si faranno sempre più pesanti finche un giorno, uno scagnozzo della loro cricca, non avvertirà lo Sceriffo e il padre di Bonnie, che sua figlia è stata rapita e che se non viene liberato uno dei suoi compari tenuto nella prigione dallo Sceriffo, la bella Bonnie sarà usata dai banditi per sfogare i loro istinti.
Lo Sceriffo e John partono alla carica per riportare Bonnie al padre e irrompono nel covo dei banditi proprio durante l’impiccagione della ragazza, che grazie a John verrà salvata dall’impiccagione e riportata al ranch per essere curata.
Pian piano che la trama si infittisce si scoprirà che John è stato mandato dal governo federale per catturare uno dei suoi vecchi compari, che ora è diventato uno dei fuorilegge più potenti della zona.
Questa è solo la prima parte della storia del gioco che si sviluppa esattamente come in GTA e cioè portando avanti le missioni principali potremo avere aggiornamenti sulla storia del gioco, portando a termine invece le sottomissioni, come i lavori per gli sconosciuti, potremmo conoscere dettagli riguardanti la precedente vita da bandito di John dove ne ha combinate davvero di tutti i colori.
Il linguaggio e il modo duro e crudo in cui la storia e il west stesso vengono raccontati in questo videogioco è davvero entusiasmante e porta il giocatore a vivere uno spaghetti western per eccellenza dove l’unica cosa mancante sembra essere Clint Eastwood.

La trama, a differenza di GTA dove scorreva a senso unico e cioè verso azioni criminali, può quiinvece essere interpretata dal giocatore, nel senso che sarà proprio il giocatore stesso a decidere se intraprendere la via del fuorilegge o quella dell’uomo onesto e puro che, presa visione dei suoi peccati, ha finalmente deciso di cambiare.
Questo fattore di scelta non potrà che far felici i giocatori che potranno accrescere o diminuire la propria fama.

Sul fronte ambientazione Rockstar ha saputo creare un vero e proprio paesaggio vivente dove animali e personaggi vivono in simbiosi: volendo fare qualche esempio ci capiterà di vedere alcuni esseri umani essere attaccati dai Coyote, oppure altri fuggire alla presenza di una puzzola, ma gli animali non sono solo nemici, il cavallo sarà il nostro mezzo di trasporto più fidato ( visto che spesso i treni e le diligenze verranno assaltati dai banditi ) anche gli avvoltoi potranno essere utili aiutandoci a capire che in quella zona vi è qualcuno in difficoltà, mentre invece nelle città i cani ci aiuteranno a tenere a bada i ladri di bestiame, insomma la fauna di Red Dead Redemption è più viva che mai donando all’ambiente di gioco un aspetto reale. Oltre all’ottima realizzazione grafica delle ambientazioni, e bello notare come Rockstar abbia impostato la vita delle città che, in continuo movimento, ci mostrano lo svilupparsi della vita di tutti i giorni nel vecchi west fatta di duro lavoro e di tanto sudore sulla fronte.

In città potremo trovare molte cose come i minigiochi nel Saloon ( Poker, BlackJack, Dadi Bugiardi ecc…), i minigiochi all’aperto come il lancio del ferro, in cui dovremmo lanciare dei ferri di cavallo cercando di centrare o avvicinarci il più possibile ad un asta oppure il gioco del coltello nel quale, attraverso una combinazione di tasti, dovremo farci passare il coltello tra le dita senza ferirci.
L’utilità delle città non finisce qui, infatti, oltre ai punti di svago citati precedentemente, ci offrirà un armeria, una farmacia, un droghiere e un sarto, tutti luoghi dove potremo comprare oggetti utili all’avventura. In città è anche possibile comprare dei luoghi di ristoro in cui potrete salvare la partita ( un po’ come succedeva in GTA comprando nuova abitazioni ).

Questo titolo è vivo in ogni suo angolo di gameplay, non mancheranno infatti personaggi che vi sfideranno a duello nel bel mezzo delle strade della città o personaggi chiamati Sconosciuti,sparsi per la mappa di gioco, che vi chiederanno di portare a termine delle missioni secondarie chevi daranno un ottima alternativa per fare una pausa dalla trama principale del gioco.
Ad incrementare le sub-quest del gioco vi saranno le sfide che, visionabili nel menù Select, vi porteranno a raccogliere le erbe nascoste nella mappa del mondo di RDR, a uccidere e scuoiare determinate specie di animali ottenendo così la loro pelliccia, e a portare a termine i requisiti necessari per ottenere un vestito.
Nei punti di salvataggio sarà possibile cambiarsi d’abito, ogni vestito possiede una determinata capacità: il Vestito Elegante ( uno dei primi che sbloccherete ) sarà particolarmente importante perché vi permetterà di barare a Poker, premendo Y/triangolo durante una partita a carte infatti, potrete pescare l’ultima carta dal mazza e tenerla in serbo per una buona mano, ma ttenzione, nel farlo dovrete tenere sempre al centro con l’analogico, una freccia che comparirà in basso al centro dello schermo, in caso non doveste riuscirci gli altri giocatori si accorgeranno dell’inganno e vi sfideranno in un duello.

Ma che West sarebbe senza Alcool? Infatti nei Saloon è possibile, avvicinandosi al bancone, far ubriacare il nostro personaggio, oppure, per chi è in cerca di uno svago alternativo, vi è il cinemadove con un modica cifra potrete visionare un simpatico cartone animato.
Anche nel vecchio West sapevano leggere, e quindi Rockstar ha pensato bene di non farsi mancare alcuni ragazzi dei giornali sparsi per le varie città del gioco che vi venderanno quotidiani su cui poter leggere le notizie della giornata che accadono nel mondo di RDR ( spesso potrete leggere anche delle vostre imprese. )

Ancora non vi basta??? Benissimo perché Rockstar ha introdotto un’ arma alternativa, ma efficace, alle armi da fuoco: il lazzo potrà essere usato sia per domare i cavalli selvaggi sia per “domare” i banditi che una volta incaprettati ( legati per bene ) potranno essere caricati sul cavallo e portati direttamente alla prigione della contea più vicina.
Le taglie dei ricercati, i cosiddetti Wanted, sono infatti un’altra delle numerose Sub-quest del titolo: staccando una taglia di un ricercato ci verranno fornite informazioni del punto in cui è stato avvistato l’ultima volta e poi starà a noi scegliere se riportare il ricercato vivo o morto allo sceriffo ( naturalmente vivo vi farà guadagnare più dollari.)

Questo nuovo West sembra non finire ma di stupirci: se per caso dovessimo perderci nel deserto, basterà usare uno degli accampamenti portatili acquistabili in una delle drogherie del paese per montare in poco tempo un piccolo accampamento con tanto di fuoco e tenda dove passare la notte, ma fate attenzione, i banditi sono in agguato.
Percorrendo le numerose strade della grande mappa di gioco incontreremo spesso diversi tipi di personaggi come i già citati sconosciuti e gli uomini inseguiti dai coyote, i banditi che ci attireranno in trappole con loschi tranelli come quello della donna che ha bisogno di aiuto, e i cacciatori d’oro.
Quest’ultimi saranno presi di mira da alcuni banditi che vorranno sottrargli la mappa dell’oro, traendoli in salvo però, sarà possibile acquisire la mappa e scoprire dove si nasconde il tesoro ma…non è tutto oro ciò che luccica, infatti per trovare il tesoro dovremo confrontare il paesaggio di una data zona con i disegni che ci sono sulla mappa: ad esempio mi è capitato di trovare sullamappa una roccia con un cappio che si riferiva ad Hanging Rock ( cioè la roccia dell’impiccato ) e spesso trovare i tesori si rivelerà essere molto più arduo del previsto.

Le splendide atmosfere del vecchio west vengono accompagnate da una musica degna di Morricone che entusiasma ancora di più il giocatore specie durante le sue scorribande o azoni eroiche: compiendo atti eroici e comportandosi bene accresceremo la nostra fama di uomo di legge e avremo diversi benefici dai personaggio buoni ( come gli sconti ai negozi ). Incrementando invece la nostra fama di bandito, potremo ottenere benefici da altri banditi e verremo cacciati dagli uomini di legge diventando così dei fuorilegge con tanto di taglia sulla testa, taglia che può essere diminuita solo portando una lettera di grazia al telegrafo più vicino o portando la somma richiesta dalla vostra taglia. Con una taglia sulla testa saremo dei ricercati e dovremo uscire dalle zone delimitate dalla legge, mostrate sulla mappa da un cerchio rosso ( proprio come la giurisdizione della polizia su GTA ). Se vorremo portare a termine azioni criminose evitando di intaccare il nostro livello dell’onore, potremo indossare la bandana, grazie alla quale sarà possibile commettere crimini riducendo la possibilità di essere riconosciuti.

Il sistema di combattimento ricalca esattamente quello visto in GTA, con un lieve miglioramento nell’ambito delle coperture. Inoltre sarà possibile avvicinarsi ad un nemico e sparargli da vicino facendo partire una piccola cut-scene in cui John punterà il fucile al mento dei nemici e farà fuoco.
Ad aiutarvi nelle fasi più impegnative vi sarà il Dead Eye, un sistema di puntamento che ci permetterà di rallentare il tempo per colpire più parti dei nemici.
Le animazioni sia nei combattimenti che durante i filmati o le sequenze più calme di gameplay, risultano fluidi e curati, tranne che per qualche piccolo glitch in cui il vostro cavallo finirà per incastrarsi: ad esempio mi è capitato di non riuscire più a far smuovere il cavallo da vicino una staccionata perché aveva il muso incastrato in essa.
Nel vecchio West il cavallo è il miglior amico dell’uomo, e nel caso doveste perderlo di vista, vi basterà richiamarlo con un fischio per vederlo arrivare in un baleno.

Mentre in GTA l’esplorazione passava in secondo piano, qui l’esplorazione della mappa di gioco ha un ruolo fondamentale portandoci a scovare nuove specie di animali, di piante e persino nuovi luoghi o città.
Rockstar ha creato un mondo vasto e vivo innovando la formula già vincente vista in GTAcon un risultato veramente strepitoso che farà la gioia di tutti gli appassionati di free roaming.

CAVALCATE IN RETE:

Sul fronte dell’online Red Dead Redemption si presenta in 2 grandi e differenti modalità:

COOPERATIVA:
Potrete creare una banda insieme ai vostri amici e girovagare nel vasto mondo di RDR, portando a termine le missioni o le sotto-missioni della storia. Purtroppo questa modalità ( per via della grandezza del titolo ) risulta dispersiva e porterà i giocatori a dimenticare l’obbiettivo primario ( la missione in corso ) e a massacrarsi fuoriosamente tra loro.

COMPETITIVA:
Questa modalità viene invece impostata come dei match chiusi in stile Uncharted 2, dove troveremo le solite 3 modalità base realizzate ottimamente ( Deatch Match singolo e a squadre e Cattura la bandiera ) e una modalità che porta qualche piccola innovazione: la modalità Gold Rush vede i giocatori sfidarsi per raccogliere il maggior numero possibile di sacchi d’oro, portandoli all’interno di uno dei numerosi forzieri sparsi per la mappa. Ogni giocatore ne può trasportare un massimo di due alla volta, considerando però che ogni sacco va a ridurre la sua velocità.

L’online non è da buttare ma ci aspettiamo qualche miglioramento da parte degli sviluppatori tramite DLC.

WANTED? ASSOLUTAMENTE SI!

Musiche: 90 – Degne di Morricone e capaci di trasportare nelle atmosfere western.
Grafica: 87 –Un comparto grafico fluido e emozionante, un panorama magnifico e un west più vivo che mai!
Giocabilità: 96– Tutto quello che mancava a GTA e anche di più è stato integrato da RDR creando un fre roaming ricco di segreti, missioni e sub-quest.
Longevità: 88– Anche se la storia principale non è all’altezza di quella di GTA IV, le sotto missione saranno capaci di creare una maestosa trama secondaria. L’online e i segreti del gioco allungheranno di molto il vostro soggiorno nel far west di Rockstar.
Online: 85-Ben realizzato ma praticamente privo di innovazione…assolutamente troppo dispersivo in co-op.

Voto Finale: 92/100
Lo Spaghetti Western di Rockstar colpisce nel segno andando a miscelare ad una formula già vincente ( quella di GTA ) nuovi elementi e idee che hanno riscritto su certi fronti l’esperienza free roaming. Il mondo di RDR è un universo ricco e pieno di vita, popolato da animali splendidi da guardare e da villaggi in continuo sviluppo. La maestosità del titolo però rende il gioco parecchio dispersivo facendo dimenticare al giocatore il suo obiettivo primario portandolo a iniziare missioni su missioni senza mai finirne una. Il titolo è una nuova frontiera nell’ambito dei sandbox ma d’altronde chi se non i creatori di GTA, potevano migliorare GTA? L’avventura è consigliata a tutti perché l’emozione di assaltare da soli o in gruppo un treno o una diligenza non ha prezzo, quindi sellate i cavalli e affrettatevi a diventare una leggenda del west, ma state attenti, la forca potrebbe pendere anche per voi!

 

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In anteprima assoluta il trailer di Uncharted 3

March 19, 2011 at 6:20 pm (Video)

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Recensione:Medal Of Honor

March 19, 2011 at 4:07 pm (Giochi News)

Medal of Honor è il nuovo capitolo nella serie di FPS ad ambientazione bellica di EA. Al contrario dei capitoli precedenti, questo è ambientato in uno scenario contemporaneo, in particolare in Afghanistan, teatro delle operazioni di guerra di un gruppo di Tier 1 Operators, delle sorte di super-soldati.
Ambientato nel rude e brutale paesaggio Afgano, Medal of Honor rappresenta le operazioni militari moderne attraverso la lente di un piccolo gruppo di personaggi fittizi. Ispirato da eventi realmente accaduti, Medal of Honor svela la missione del più importante soldato americano contemporaneo: la sua volontà, il suo modo di pensare e il suo professionismo senza compromessi. Inoltre è da tenere bene in considerazione il Multiplayer viste la buone modalità online.

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Recensione dell’attesissimo Killzone 3 !

March 19, 2011 at 3:30 pm (Giochi News)

Sony l’aveva promesso: ben 20 esclusive distribuite lungo tutto l’arco di questo 2011. Archiviato il coloratissimo e divertentissimo LittleBigPlanet 2, la line up prosegue con un titolo bollato come “hardcore”. Stiamo parlando naturalmente di Killzone 3, seguito del tanto osannato Killzone 2, sparatutto in prima persona che apre ufficialmente la stagione degli fps. In Killzone 3 ci troveremo ancora una volta a combattere le forze Helghast nel loro pianeta natale, Helghan, il quale permette di sfruttarne le singolari caratteristiche come la flora e fauna. Ben pochi titoli bellici hanno saputo far sentire addosso il “peso” di un equipaggiamento militare e Killzone 2 è uno di quelli che può fregiarsi di questo merito. Tuttavia non si trattava un gioco perfetto,  soprattutto per via di una narrazione balbettante, tanto da rappresentare il principale Tallone d’Achille. Fortunatamente i ragazzi di Guerrilla hanno avuto tempo in abbondanza per migliorarnsi e, dopo due anni, ci presentano il risultato dei propri sforzi, accompagnato da un fortissimo hype. Titoli del genere, specie se esclusive, rischiano di fare dei grandi tonfi quando non riescono a mantenere le aspettative (chi ricorda Haze o Too Human ?), ma state tranquilli, vi posso assicurare che Killzone 3 non fa assolutamente parte della categoria: il titolo riesce a mantenere le promesse fatte dagli sviluppatori. Fatta questa premessa evito di dilungarmi in ulteriori chiacchiere: facendo attenzione agli SPOILER dovuti alle esigenze di trama, andiamo a scoprire cosa ha in serbo per noi il titolo di Guerrilla Games!

Cambiano gli scenari ma non i personaggi: in Killzone 3 impersoneremo di nuovo il sergente Tomas “Sev” Sevchenko, coadiuvato dal sergente Rico Velasquez e dal capitano William Narville, circa 6 mesi dopo gli avvenimenti di Killzone 2. I nostri eroi, dopo aver eliminato il dittatore Scolar Visari, si apprestano a lasciare il pianeta mentre sembra prossimo il declino della civiltà Helghast. Purtrtoppo la realtà si dimostra ben diversa, e gli Helghast riusciranno a mettere a dura prova le forze ISA, rimandando il ritorno in patria: una nuova, difficilissima battaglia si prospetta all’orizzonte, forse la definitiva.

La morte di Visari ha in effetti portato a conflitti interni tra i membri più autorevoli della società Helghast: a contendersi il potere ci saranno l’ammiraglio Orlock, il quale vuole eliminare i nemici con l’inganno, e Jorhan Stahl, possessore di un esercito privato e presidente della Stahl Arms, la più grande compagnia produttrice d’armi del pianeta. Se dalla storia si riescono a carpire spunti particolarmente interessanti, lo stesso non si può dire della narrazione: premesso che non mancheranno scene mozzafiato e colpi di scena, il giocatore viene letteralmente catapultato nelle diverse location in modo così repentino e confusionario da far perdere letteralmente di vista il canovaccio narrativo, e il ritmo incalzante del gioco contribuisce solo a peggiorare le cose. Va dato atto delle numerose cutscene, spesso presentate in momenti cruciali della storia, che tuttavia si perdono per via di dialoghi scontati e talvolta perfino banali. Insomma, la voglia di migliorare dei Guerrilla traspare in ogni dove, il risultato però non è dei migliori e necessiterebbe di una maggiore cura in occasione di un possibile (e probabile) quarto capitolo.

Pad alla mano, le meccaniche usate per il secondo capitolo vengono riproposte in questo sequel, tanto è vero che traspare un leggero senso di déjà vu, soprattutto nelle battute iniziali. Via via che la storia si va delineando, anche il gameplay subisce un netto cambiamento, atto a introdurre le numerose feature. Il territorio di Helghan è estremamente variegato: avremo ora un paesaggio glaciale con numerosi isolotti, ora un paesaggio urbano completamente distrutto. Come muoverci tra queste ambientazioni? Ma naturalmente con il nostro fido Jump Pack ed EXO Suit. Ricordate i famosi jet pack e i gianteschi mech? Col primo potremo compiere salti altissimi e planare e, grazie ad una letale mitragliatrice, avremo una potenza di fuoco invidiabile. Di contro, il jet pack sarà tutt’altro che resistente, per cui dovremo dosare bene il suo utilizzo. L’EXO Suit è invece un vero e proprio carrarmato bipede (il cui richiamo con la serie Metal Gear è chiaro) dotato di una potenza devastante (monta anch’esso una mitragliatrice e, in più, un lanciamissili) e di altrettanta resistenza. Non sono però agili e, presentando il vano pilota al centro, dovremo stare bene attenti a non farci colpire dalle pallottole nemiche. In Killzone 3 ogni scontro è caratterizzato da una massiccia dose di tensione e solo dei nervi saldi vi permetteranno di prevalere sui nemici. Gli Helghast possono vantare una discreta IA e in diverse occasioni metteranno a dura prova le vostre abilità, costringendovi a prendere delle decisioni e ad agire in pochi secondi. In questo senso, il sistema di copertura si dimostra ancora più valido e importante: il tempo e il tipo di copertura potranno fare la differenza tra vita e morte! In tutto ciò saremo ovviamente aiutati dai nostri compagni ma, credetemi, l’aiuto ben presto si rivelerà inutile: il più delle volte si esibiranno in azioni decisamente stupide. Avete presente l’avventarsi contro i nemici stile Rambo? Inutile dirvi che il soldato in questione verrà crivellato di piombo e che le nostre speranze risiederanno solamente nelle nostre armi. Molto più utile risulterebbe giocare con un amico: è infatti disponibile il co-op, purtroppo giocabile esclusivamente  offline.

 

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Immagini Varie

March 19, 2011 at 3:22 pm (Galleria)

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Unboxing XBOX360 Slim

March 19, 2011 at 2:58 pm (Video)

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Unboxing PS3 Slim

March 19, 2011 at 2:55 pm (Video)

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XBOX360 vs PS3

March 19, 2011 at 2:50 pm (Video)

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